Insicurezza e bassa autostima: qualche consiglio per migliorare

L’autostima si raggiunge attraverso i successi, cominciando sempre da quelli più piccoli, attraverso i pericoli affrontati e superati e gli obiettivi raggiunti, giorno per giorno un po’ per volta. È bene farsene una ragione: un buon livello di autostima si può raggiungere soltanto attraverso un percorso che porta la persona ad apprezzare se stesso tramite l’autoapprovazione (non quella degli altri!) ed il riconoscimento del proprio valore personale. Non pensare, quindi, di poterti alzare una mattina e sentirti una persona nuova e sicura di sè, la meta si raggiunge solo passo dopo passo, non ci sono scorciatoie.

PASSO 1° – COMINCIARE AD ESPRIMERE SE STESSI

La persona insicura è assolutamente dipendente dal giudizio degli altri. La dipendenza dal giudizio altrui può diventare totalizzante, e spingere la persona insicura a spendere la propria vita per adeguarsi ad un modello che ritiene gradevole per gli altri.
UNA FATICA ASSOLUTAMENTE INUTILE, considerato che – mascherati o meno – È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE PIACERE A TUTTI.
Conviene RINUNCIARE, e PUNTARE A PIACERE ESCLUSIVAMENTE A SE STESSI.

Obiettivo: prova, gradualmente, un po’ per giorno ad esprimere te stesso, cioè:
1) Dire quello che pensi
2) Agire come tu ritieni giusto
(non i tuoi amici, il tuo fidanzato/a o i tuoi parenti)
3) Esprimere i tuoi sentimenti ed emozioni
4) Dire «No» quando è no e «Si» quando è si
5) Focalizzati su quante cose fai perchè DEVI e quante perchè VUOI

Mi rendo conto che è difficilissimo “uscire allo scoperto”, soprattutto se non l’hai mai fatto, ma se ci riuscirai, riceverai una gradita sorpresa: SCOPRIRAI DI OTTENERE CIÒ CHE HAI SEMPRE CERCATO: PIACERE AGLI ALTRI! (certo, non a tutti). Ma è ovvio! Ora che la persona insicura è libera di esprimere se stessa, è diventata una persona forte ed accogliente, una persona assertiva, che si fa avanti, si prende le proprie responsabilità, è pronta a difendere le sue idee e a dire «Si» quando è si e «No» quando è no… a chi non piace una persona così? L’obiettivo di una vita, inseguito invano per tanto tempo, e a prezzo di grandi sofferenze, è a portata di mano! È semplice, basta cambiare strategia.

A questo punto potrebbe sorgere una domanda: «Ok, voglio esprimere me stesso. Ma io come sono?». Non è una domanda banale, perchè chi ha passato tutta la vita a tentare di essere come gli altri lo volevano non sa più come è realmente, sotto le maschere. La tentazione è quella di trovare nuovamente una maschera, magari più assertiva, sicura e determinata al posto di quella del «bravo bambino». Il risultato non può cambiare: se si vuole sapere se si è degni di essere amati, bisogna esporre il proprio vero volto. Come, dunque, si può sapere come si e veramente?
Il segreto è nel quinto punto descritto prima: focalizzati su quante cose fai perchè DEVI e quante perchè VUOI. Se ti sforzi di capire quali cose fai durante la giornata perchè le devi fare e quante perchè le vuoi fare, scoprirai anche cosa ti “rappresenta” di più spontaneamente e cosa no. In seguito, per esprimere sempre di più se stessi, basterà andare maggiormente nella direzione di ciò che si vuole fare, quando è possibile, anzichè in quella delle cose fatte per dovere. Prova a darti un paio di settimane per provare a mettere in pratica questo primo punto, quando ti senti un pochino più sicuro passa pure al punto seguente.

PASSO 2°AFFRONTARE LE PAURE

Se sei riuscito a portare a termine, almeno in parte, i compiti dello step precedente complimenti, sei stato bravo, non era affatto facile! Ora ci occuperemo della PAURA.
La persona insicura, infatti, spesso pensa che gli altri non abbiano paura, mentre la sua vita è letteralmente dominata dalla paura. In realtà tutti hanno paura: la paura è normale, anzi, è il coraggio che non esiste in natura. La paura è utile, ci aiuta a riconoscere il pericolo e difenderci ed è comune a tutti gli esseri umani ed agli animali. Il coraggio, invece, non esiste naturalmente, lo costruiamo noi quando vinciamo la paura!
pauraLa paura come patologia, è un mostro da noi inventato dal quale, poi, siamo spaventati e perseguitati, e così come non esistono limiti alla nostra fantasia, non esistono limiti neanche alla nostra capacità di inventarci le paure. In forma metaforica, la paura è come l’ombra gigantesca di un topolino: basta avere il coraggio di avvicinarsi per scoprire che si tratta soltanto di un’illusione. La buona notizia è che così come siamo in grado di costruirci le nostre paure, siamo in grado anche di destrutturarle, ossia di distruggerle e vedremo come.
Dunque, dicevamo, tutti hanno paura, la persona insicura però, a differenza degli altri, non affronta le sue paure, e lascia che siano esse a decidere della sua vita. Molte persone insicure si affidano ciecamente al proprio senso di inferiorità, ed evitano luoghi o situazioni tipicamente maschili per gli uomini (bar, barbieri per uomini, ambienti sportivi…) e femminili per le donne (centri estetici, negozi di abbigliamento…) e l’unico risultato che ottengono è di confermare la propria bassa autostima, e di perpetuare il senso di inferiorità rispetto agli altri uomini o donne.
La paura rende la persona rinunciataria, imprigiona le proprie risorse; la persona si autolimita e si preclude tante possibilità che potrebbero dare una svolta alla sua vita. L’unico modo per superare la paura è passarci attraverso, viverla. Purtroppo chi soffre d’ansia tende, invece, ad evitare le situazioni di disagio, non facendo altro che supportare la convinzione che siano un rischio per il proprio equilibrio, quando invece sono un’opportunità imperdibile di crescita e di miglioramento personale. Inoltre, la rinuncia porta con sé, inevitabilmente, un senso di frustrazione e fallimento che ci imprigiona e ci fa sentire ancora più fragili, incapaci e vulnerabili.
Soltanto la conoscenza e l’esperienza possono renderci padroni di una situazione e di un’emozione. L’esposizione alla paura è una grandissima opportunità che hai ogni giorno per aumentare la tua autostima!
Il cervello, infatti, teme istintivamente quello che non conosce, ma a furia di esporsi alle proprie paure, presto i timori si sgonfieranno perché gli oggetti e i contesti che ci scatenano il panico ci sembreranno sempre più familiari e gestibili. L’unico modo per superare questo problema, quindi, è cominciare ad affrontare le proprie paure, verificarle, metterle alla prova, andare a vedere se mantengono le cose terribili che promettono. Ogni giorno ci sono migliaia di occasioni per superare le proprie paure, SI COMINCIA SEMPRE DALLE SITUAZIONI PIÙ SEMPLICI che ci si presentano quotidianamente per poi passare alle più difficili PROSEGUENDO SEMPRE PER PICCOLI PASSI. Non porti da subito grandi obiettivi, NON LI RAGGIUNGERAI E LA FRUSTRAZIONE TI IMPEDIRÀ DI RIPROVARCI. Non puoi subito correre, prima devi imparare a camminare e a mantenere l’equilibrio, poi potrai correre e addirittura saltare, se vorrai, ma si comincia sempre lentamente ponendosi piccoli OBIETTIVI RAGGIUNGIBILI, come ad esempio:
– non accettando un resto sbagliato;
– entrando in un negozio di abbigliamento «che non fa per me»;
– scambiando due chiacchiere con uno sconosciuto al bar;
– facendo una strada diversa per andare al lavoro;
– sedendoci accanto a qualcuno sull’autobus anzichè da soli;
– decidendo di lavorare con un collega che ci fa sentire un po’ a disagio…

Se ci pensi bene, LE COSE DI VALORE CHE POSSIEDI LE HAI OTTENUTE AFFRONTANDO LA PAURA!
Il tuo fidanzato/a (affrontando la tua timidezza), il tuo lavoro (ti ricordi il colloquio iniziale? ed il primo giorno di lavoro?), il titolo di studio (ti dice niente la parola “esami”?)…
L’HAI GIA’ FATTO, PUOI FARLO DI NUOVO! SOLO IN QUESTO MODO le paure si sgonfiano e l’ex persona insicura riprende il controllo della propria vita. L’individuo cresce ed aumenta la sua autostima rendendosi indipendente. Abbandona la strada certa per una nuova ed incerta, e porta a casa un grande risultato: UN NUOVO TE! Anche per questo step prenditi un po’ di tempo, una decina di giorni, poi procedi.

PASSO 3° – NON GIUSTIFICARSI e NON CHIEDERE CONFERME

Se sei arrivato fino a qui sei grande! …e dovresti sentirti anche già meglio.
Oggi affronteremo due pessime abitudini tipiche della persona insicura:
1) la tendenza continua a giustificarsi e
2) quella di chiedere conferme.

La continua giustificazione serve a:
non prendersi la responsabilità delle proprie parole o azioni;
– prevenire eventuali obiezioni;
– implorare clemenza da parte di chi ci sta di fronte.
La conseguenza è che non ci sentiremo mai felici, perchè non saremo mai veramente liberi di fare ciò che desideriamo e rimarremo sempre subordinati a qualcuno. E’ necessario imparare ad assumersi la responsabilità di ciò che si dice e si fa; se qualcuno ha domande o obiezioni, è libero di porle.
NON C’È BISOGNO DI RISPONDERE PREVENTIVAMENTE A DOMANDE CHE, PROBABILMENTE, NON SARANNO MAI POSTE.

La richiesta di conferme crea una sempre maggiore dipendenza dall’opinione degli altri. Il risultato è che ci sentiremo sempre più incapaci di fare le nostre scelte con la nostra testa e cavarcela da soli. Fidarsi della propria opinione, invece, aumenta la stima di sé! E poi, ricordiamolo, non è necessario né possibile piacere a tutti! …ma forse la cosa comincia a non attrarci più come prima.

tenere_la_bocca_chiusaPer questo step, il “compito” è:
1) provare a non giustificare mai le proprie azioni se non richiesto;
2) non chiedere coferma a nessuno sull’aver fatto o detto la cosa giusta.
…che tradotto significa:

MORDETEVI LA LINGUA E TENETE LABOCCA CHIUSA!

PASSO 4° – BASTA CON L’AUTOCOMMISERAZIONE

La persona insicura ha la tendenza all’autocommiserazione. E’ un modo per consolarsi, darsi un po’ di tepore, prendersi cura di se stessa; ma è anche un modo per ottenere attenzione da parte degli altri, per obbligarli, con un ricatto morale (simile allo sciopero della fame), a darci quell’affetto che desideriamo tanto.
Anche in questo caso l’effetto ottenuto è in genere l’esatto opposto: ogni volta che la persona si abbandona alle proprie lagnanze nella speranza di suscitare pietà e ricevere la soddisfazione che tanto desidera, tutti scappano e lei resta sola, perché è difficile, se non impossibile, vivere accanto a qualcuno che si lamenta! Lamentarsi è qualcosa che si autoperpetua ed è controproducente.
pollicesu
L’attenzione degli altri va conquistata!
E non con la bellezza, l’intelligenza, ecc… (certamente se c’è anche quello si sfrutta…), ma soprattutto con la positività, mostrandosi al meglio e mostrando le proprie qualità migliori, i propri punti di forza; sorridendo, non piangendo… Solo così si cattura e CONQUISTA degnamente l’attenzione degli altri, rendendosi irresistibili perchè belli e positivi. Tutti avranno piacere a stare accanto ad una persona così! Non si può obbligare l’altro a rivolgerci la sua attezione per consolarci, e a viverci se siamo pesanti, tristi e negativi; così lo si farà solo soffrire o scappare. Tieni a mente questo concetto e prenditi una settimana almeno per metterlo in pratica.

PASSO 5° – LA MIGLIOR DIFESA È L’ATTACCO

orsoLa persona insicura vive costantemente in difesa. Prima di qualsiasi evento o di un incontro proietta nella sua mente il film di ciò che accadrà per essere pronta ad ogni evenienza; è costantemente preoccupata di tutelare la sua immagine, di non essere fraintesa; in ogni parola dell’altro è pronta a cogliere un attacco personale. L’amara constatazione è che tutta questa fatica non ha portato a grandi risultati, né a una vita felice. Anche in questo caso, la strategia difensiva si è rivelata sbagliata. Innanzitutto, bisogna imparare a non difendersi. Non è possibile fare in modo che gli altri pensino di noi ciò che noi vogliamo, né impedire i fraintendimenti: tanto vale rinunciare. L’unico modo per impedire al giudizio degli altri di ferirci è quello di non difenderci, accettando ogni critica come un giudizio soggettivo (pertanto non infallibile), che non riguarda la bontà del nostro sé e dal quale possiamo addirittura imparare qualcosa.
Non difendersi significa chiedersi:
– se il giudizio negativo che l’altro ha su di noi o sul nostro operato non abbia un fondo di verità, e quindi non possa essere uno stimolo a migliorarci;
– se l’opinione dell’altro, così dissimile dalla nostra, non contenga degli aspetti meritevoli di attenzione e approfondimento;
– se, infine, il parere contrario dell’altro sia poi cosi determinante per la nostra vita e se sia veramente così intollerabile..
Non difendersi significa, in definitiva, togliere all’altro il potere di ferirci.
Non difendersi significa anche affrontare la vita e le sue difficoltà confidando nelle proprie risorse; quindi rinunciando a preparare contromosse e vie di fuga per ogni possibile pericolo, con l’unico esito di aumentare l’ansia e quindi di rendere inevitabile l’avverarsi di tutte le peggiori previsioni.
Ma non difendersi non basta, è necessario attaccare.
Prendere in mano il timone della nostra vita e non lasciare che sia la paura a dirigerla; assumere un atteggiamento attivo, e non passivo; lottare, di fronte alle difficoltà, e non arrendersi; porsi degli obiettivi e fare di tutto per raggiungerli; far valere i nostri diritti, e non aspettare che gli altri ce li concedano; difendere la propria dignità, anziché lamentarsi se gli altri la calpestano. Attaccando, direbbe a questo punto la persona insicura, si rischia; e rischiando si può fallire. Esatto: rischiando c’è la possibilità di fallire; non rischiando, però, ce n’è la certezza.

Concludendo, sembra che la strada sia lunga e faticosa. In realtà, molto spesso, la fatica più grande è iniziare, ma una volta partiti l’obiettivo diventa sempre più raggiungibile.

Sperando di esservi stata, almeno in parte, d’aiuto, auguro di cuore a tutti gli insicuri, buon lavoro!